The days after

Cari amici, atleti e simpatizzanti della PR, come è normale, le pagine di questo sito sono generalmente dedicate alle attività legate agli aspetti sportivi, di informazione e di relazione del nostro bellissimo gruppo.

Ritengo tuttavia che i recentissimi e purtroppo drammatici eventi impongano una serie di riflessioni, sia come singoli sia in funzione della realtà societaria che insieme rappresentiamo. Sgombriamo innanzitutto il campo dagli equivoci, qui non si fanno valutazioni politiche o di parte, qui noi vogliamo solo interpretare la parte migliore del contesto umano, quello che non resta indifferente o inattivo di fronte alla rovina materiale ed al disastro psicologico che colpisce "gli altri".

Quindi non staremo qui a puntare il dito sulle istituzioni assenti o sulle responsabilità più o meno evidenti quando si tira il bilancio di una tragedia. Meglio sottolineare lo slancio con la quale spontaneamente il cittadino comune, le organizzazioni sociali e tante altre realtà hanno dato prova di sensibilità e immediatezza di risposta ad una calamità, che, ricordiamolo, in qualche modo comunque ci coinvolge. Del resto credo che si possa pensare, ed in questo la nostra Costituzione mi è di conforto, che il popolo stesso, in quanto elemento dotato di potere, possa esso stesso rappresentare un'istituzione.

Non che ci fossero dubbi, il tanto bistrattato popolo italiano nel momento della necessità sa stringersi intorno a chi ha bisogno, la bravura sarebbe quella di essere sempre così coesi, ma questo è un altro discorso e poi ricordate che non è difficile diventare gruppo, ma la bravura sta nel restarci.

Personalmente mi sento di affermare, senza timore di smentita, che sotto questo profilo la PR possa essere un esempio, basta ricordare l'attenzione, oserei dire la trepidazione con la quale nel giorno del disastro, molti del gruppo, fin dalle prime luci dell'alba hanno seguito l'evolversi degli eventi. La generosità con la quale sin da subito ci si è resi disponibili per la donazione del sangue, per l'avvio della raccolta dei generi di prima necessità, e con tutte le altre iniziative atte ad affrontare le prime terribili ore della distruzione.
Ma anche dopo, con tutte le idee, i suggerimenti, le manifestazioni per la raccolta di fondi, come il concerto quale evento di beneficenza dove siamo stati presenti e protagonisti grazie al nostro Andrea.

E mi riempie di orgoglio sottolineare l'opera del nostro amico, atleta e consigliere sociale Sandro Faraglia, che con un enorme cuore, in termini di coraggio (pensate al rischio dovuto al protrarsi delle scosse sismiche) e di generosità sta svolgendo una preziosissima opera sul posto, mettendo in campo tutta la sua abnegazione e professionalità. Grande Sandro, siamo tutti fieri di te!

Ma tutto questo non deve fermarsi all'onda emotiva del primo momento. Dobbiamo pensare ai "giorni dopo" , quando l'eco della tragedia comincerà a spegnersi e fatalmente l'attenzione e l'impegno verso gli sfortunati cittadini così pesantemente colpiti sarà meno efficace.

Certamente sarà compito principalmente delle istituzioni preposte continuare a lavorare per riportare alla normalità le zone colpite, ma sarà importante PER NON DIMENTICARE che anche noi facciamo la nostra parte!

Allora da questa stessa pagina fin da adesso vorrei proporre un'iniziativa sulla quale mi piacerebbe che il gruppo dirigente e gli atleti esprimessero la propria opinione.

Amatrice è sede di una famosa gara internazionale, quest'anno giunta alla 39^ edizione. Per ovvi motivi l'anno venturo questa manifestazione potrebbe saltare. Sarebbe bello invece fare uno sforzo organizzativo e partecipare in massa (anche magari in zone vicine se le aree colpite non saranno transitabili) con il coordinamento tra i Presidenti di tutte le società di Lazio e Abruzzo. Si dovrebbe partecipare col maggior numero di atleti possibile, rinunciando a premi e pacchi gara per donare il ricavato delle iscrizioni all'amministrazione comunale di Amatrice in quanto comune oggettivamente più colpito dal sisma. Pensate che bello se 3000 atleti potessero correre tramutando i loro ideali sportivi in ideali di solidarietà!

Questo e quanto, ancora un ringraziamento ed un plauso di incoraggiamento a proseguire nel loro impegno a tutti i Pierrini e Pierrine.
Siete grandi! (e lo resterete).

Il vostro umile consigliere