Aspettando la Roma Ostia ho già vinto

Fino ad un paio di anni fa non avrei mai neanche immaginato di correre, men che mai con un cronometro al polso. Ho iniziato per gioco, stimolato durante il pranzo di Natale dalla proposta di mio cugino di trascorrere un 31 dicembre diverso, con la We run rome. Una bella esperienza, rimasta tale per circa un altro anno. Poi, a dicembre 2015, il mio primo certificato medico agonistico, il tesseramento con la Palestrina Running e le prime gare.
Che fatica quei 10 km da percorrere, trascinandomi anni di pigrizia e un regime alimentare non certo esemplare. Poi, grazie al supporto della grande famiglia Palestrina Running, l'entusiasmo contagioso ha dato un significato diverso al mio correre e, nonostante qualche piccolo infortunio, ho deciso di dare coerenza al mio stile di vita, fissarmi uno scopo e raggiungerlo.
A lungo la Roma Ostia è stato un tabù, una distanza insormontabile anche per la mente. Anzi no: solo per la mente. Cambio del regime alimentare, incremento degli allenamenti e un'iscrizione "al buio" l'hanno trasformata da un "desiderio" ad un "volere" e quelli che erano solo pensieri si sono trasformati in azioni. Azioni che mi hanno portato fin qui, a cinque giorni dalla gara, con sei chili persi in un mese, tanti chilometri percorsi e la consapevolezza che domenica all'Eur vado per correre la mia prima Roma Ostia. Non importa il tempo ma lo spirito con cui farò la gara. Aver visto, poco fa, di essere stato inserito nella quinta di sette griglie (seconda onda su tre) mi ha dato già la mia prima grande soddisfazione.
E domenica qualsiasi risultato sarà il benvenuto perchè so di aver già vinto: ho vinto le abitudini, ho vinto le paure, ho vinto mille blocchi mentali che rendevano un limite invalicabile qualsiasi distanza. Domenica mattina sarò con tutta la Palestrina Running a vivere una delle più belle emozioni della mia vita.
UN GRAZIE SPECIALE A TUTTI QUELLI CHE MI HANNO PORTATO FIN QUI... a partire da mio cugino Simone Marini, che in quel Natale mi disse "dai corriamo"; a Nicolò Sbardella che venendo apposta a Roma quel giorno, con mia madre, per vedermi passare su via del Corso mi riempì il cuore di gioia; al presidente Antonio Casale, che pur essendo io l'ultimo sui tempi mi ha sempre fatto sentire alla stregua dei migliori e a tutti i PR, dico tutti, atleti e non che sono famiglia prima ancora che squadra e mi hanno sempre spinto e sostenuto. Un abbraccio a tutti. E ci vediamo domenica al via.